L’associazione Abakhi dal 16 Aprile 2016 gestisce Casa Anawim, centro di accoglienza residenziale sito in Reggio Calabria presso un appartamento confiscato.

Casa Anawim vede, da quella data, ospitare e accogliere le vite e le storie di settantadue persone: storie di ragazzi aggrappati ad un barcone, figli strappati alla morte e alla voracità del mare, mamme che accettano con impegno e amore figli di violenza, donne nate e cresciute in Calabria ma in situazioni di estrema difficoltà e disagio sociale.

Così uno spazio un tempo scenario di malaffare e criminalità, nel quale si operava gioco d’azzardo, è diventato culla di speranza, di rinascita, di sogni. Giorno per giorno si è arricchito di colori e si è fatto portavoce di un auspicio per un mondo più giusto, fatto di sorrisi per lenire i dolori e di occhi che sognano un futuro migliore.

La struttura, ad oggi, ha ospitato diversi progetti:

 

  • PROGETTO ACCOGLIENZA DONNE

Dal 16 Aprile 2016 al 20 Luglio 2016 rivolto alle donne provenienti dagli sbarchi, molte con bambini, e vittime di tratta che, in attesa di un di trasferimento in una struttura adeguata, hanno avuto modo di rinfrancarsi e confortarsi in un safe place.

È stato fondamentale analizzare e aver presente la complessità del processo migratorio e i fenomeni ad esso connessi, tenendo conto della portata traumatica dell’esperienza molto spesso caratterizzata da tratta, sfruttamento e violenza.

Si è cercato di creare un ambiente tranquillo dove poter metabolizzare ed elaborare lo shock post-sbarco, accompagnando ogni donna alla riscoperta del bello e di nuove prospettive e creando, a tal scopo, un clima di fiducia intima e anche garantendo un tempestivo intervento in caso di bisogno. 

 

  • PROGETTO ACCOGLIENZA MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI

Attivo dal 24 luglio 2016 all’8 febbraio 2018 per l’accoglienza di sei minori stranieri non accompagnati attraverso l’ATS denominata Filoxenia.

La filosofia alla base è stata quella di offrire un’accoglienza attenta e volta all’ascolto e al calore umano, in cui ogni ragazzo potesse sentirsi compreso, accettato, tutelato e guidato su un nuovo percorso.

Gli strumenti utilizzati per operare l’inclusione e l’integrazione sociale dei minori nel territorio reggino sono stati svariati e ben calibrati in base alle esigenze, al vissuto personale, alle potenzialità, alle età e ai carismi di ognuno di loro; tra le numerose attività si possono menzionare la necessaria e tempestiva iscrizione scolastica con valutazione delle conoscenze pregresse ed alfabetizzazione, l’inserimento nei gruppi scout e nelle associazioni sportive del territorio in modo da poter permettere una ludica ma pedagogica introduzione nel tessuto sociale e nel gruppo dei pari, il coinvolgimento in momenti culturali e aggregativi tali da stimolare il senso di coesione ma anche le attitudini più intrinseche ad ognuno di loro, la partecipazione ai campi estivi proposti dalla Caritas diocesana nel parco dell’Aspromonte per offrire l’opportunità di godere dell’armonia del vivere a stretto contatto con la natura. Inoltre per motivare la creatività e al contempo incentivare l’ampliamento del bagaglio di competenze sono stati attivati laboratori di riciclo dell’olio per realizzarne del sapone e riciclo di vari materiali per creare oggettistica quali collane e bracciali.

Ogni percorso educativo è stato assolutamente proposto ai ragazzi sulla base di progetti individuali e personalizzati così da garantire, con cognizione di causa, crescita, maturazione, confronto e una dimensione in cui ogni storia personale potesse essere accolta nel profondo, compresa e condivisa per alleggerirne il peso e scegliere i migliori strumenti per concretizzare la relazione di aiuto.

 

  • PROGETTO ACCOGLIENZA DONNE

Dall’1 Aprile 2018 al 30 Settembre 2018 la casa ha visto come utenza donne in forte stato di disagio sociale, spesse volte in situazioni emergenziali e senza la possibilità di avere un proprio spazio abitativo all’infuori della strada, con l’intento di offrire loro un luogo sicuro e tutelato per un breve periodo prima della collocazione, con la collaborazione e l’intervento delle istituzioni, in strutture idonee e aderenti ai bisogni di ognuna di loro.

Anche in questo caso il fine è stato quello di impegnarsi attivamente per alleviare il disagio di una fascia marginale la cui sofferenza viene, moltissime volte, non riconosciuta o banalizzata, permettendo loro di sperimentare una relazione empatica e fornendo gli strumenti per riappropriarsi della loro esistenza e dei loro obiettivi e sogni.

 

  • PROGETTO CORRIDOI UMANITARI

Dal 31 Gennaio 2019 Casa Anawim accoglie l’ambizioso progetto dei Corridoi Umanitari, nato con l’intento di permettere a chi fugge dal proprio paese di farlo ricorrendo a vie legali e sicure (come, ad esempio, comuni voli di linea) per impedire ai migranti di avventurarsi e affrontare i rischiosissimi viaggi della disperazione e della morte nelle mani dei trafficanti di esseri umani.

L’abitazione, da quella data, dà ospitalità ad una famiglia monoparentale Eritrea composta da una madre con due bambini di sette e due anni.

Si tratta di un’accoglienza semi-autonoma in cui il nucleo familiare ha la possibilità di vivere in modo esclusivo gli spazi della casa e la quotidianità, sperimentando e assaporando una parentesi di serenità, nella città di Reggio Calabria. Al contempo, però, l’associazione Abakhi segue il percorso di ogni componente della famiglia per favorirne la totale inclusione nel tessuto sociale e lo sviluppo della loro totale autonomia: sono stati scelti idonei percorsi scolastici per i due bambini e, nel caso del più grande anche un circuito educativo informale, ossia quello degli Scout, in cui facilitare la crescita personale e i legami interpersonali,  ma anche attività ludico-ricreative per generare emozioni positive, sane strategie di espressione e comunicazione, stimolare la creatività e la gratificazione; per la madre si è puntato a incentivare il senso di indipendenza e autosufficienza organizzando un corso di lingua italiana ma anche fornendo gli strumenti e il sostegno concreto e morale per muoversi all’interno della nuova realtà metropolitana.